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La famiglia dei Della Rovere rivolse sempre particolare attenzione ai terreni ed alla Comunità di Fabrica. luogo in cui possedeva numerose proprietà'. Lo stesso pontefice Giulio II (1505-1513). membro eminente della casata, in questi tenitori soggiorno' diverse volte: nel 1505 durante la sua prima visita a Civita Castellana, e di nuovo nel 1506 e nel 1509 nel corso di due viaggi che attraversarono le terre dell'Alto Lazio.
Durante il primo ed il secondo di questi soggiorni. Giulio II fu ospite a Fabrica del cugino, il cardinal Girolamo Basso Della Rovere, che era nipote del defunto pontefice Sisto IV. membro altrettanto famoso di quella stessa famiglia. Il cardinal Girolamo Basso, amava molto questa piccola citta', dove spesso si tratteneva per lunghi periodi, come testimonia Gaetano Moroni nel suo Dizionario di erudiziene storico-ecclesiastica: "Conviene dire che il luogo fosse delizioso e che il Card. Basso Della Rovere lo frequentasse e vi soggiornasse...". Qui infatti Egli mori ("e vita migrava m oppulo Fabrice") solo due anni più tardi, il primo settembre del 1507. Il suo como venne in un secondo tempo trasferito a Roma, nella chiesa di Santa Malia del Popolo, nel monumento sepolcrale progettato da Andrea Sansovìno.
Nel 1506, Giulio II si fermò nuovamente nella zona, accettando ancora l'ospitalità' del nipote, ma questa volta solo per un incontro brevissimo. Vi tomo poi tre anni più tardi, e si trattenne ancora una volta a Fabrica che festeggiò il suo arrivo offrendo a lui ed al suo seguito, banchetti ed ospitalità' per la notte.
Trent'anni più tardi, nel 1536. i Della Rovere gestivano ancora diversi interessi e proprietà' in questo territorio: Lucrezia. vedova di Stefano Colonna, famiglia baronale del feudo di Carbognano. aveva infatti ottenuto in enfiteusi il castello di Fabrica e la tenuta di Falleri dall1 ospedale del Santo Spirito di Roma, che ne era a! momento il legittimo proprietario, pagando per l'affitto annuo 450 ducati. La concessione però nonostante fosse stata fatta ad vitam. durò solo due anni, perché Lucrezia restituì anzitempo il feudo ai padri del Santo Spirito, che nel 1539 lo donarono in modo definitivo alla Reverenda Camera Apostolica,
Nel borgo di Fabrica i Della Rovere edificarono una grande dimora baronale (oggi palazzo Bachettoni). inserita nel lato occidentale delia cinta muraria, rafforzandola con un proprio sistema difensivo. I numerosi stemmi sulla facciata del palazzo e sulla Rocca ricordano la potenza e la presenza di questa famiglia nella cittadina e nel territorio circostante.
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